Meditazione e Bioenergetica

La meditazione favorisce i processi della psicoterapia. Essa è frequentemente usata nel modello umanistico e bioenergetico sia nel lavoro individuale che di gruppo. Negli ultimi anni, anche la scuola cognitivo – comportamentale ha messo a punto alcuni protocolli per la riduzione dei sintomi di ansia e di depressione.

Molte delle tecniche di meditazione si concentrano sul respiro, sui suoni, sulla visione di un’immagine o sulla ripetizione di una domanda. Si parla spesso in questo caso di meditazioni passive, svolte stando immobili. Possono essere spesso difficili per chi le prova per la prima volta. Infatti, stando immobili si sentono di più le tensioni ed i dolori del corpo. Altre tecniche, conosciute come “attive”, usano invece il movimento, la danza, il canto al fine di scaricare le energie corporee ed emotive in una vera e propria catarsi. Spesso si può iniziare proprio dalle meditazioni attive, che permettono una maggiore scarica muscolare.

La meditazione è un processo intenzionale, centrato sul momento presente e non giudicante, attraverso cui l’individuo può dedicarsi consapevolmente a se stesso. In questo modo si può riscoprire nuovi punti di vista e nuovi significati. I ricordi del passato e le preoccupazioni sul futuro, che spesso rappresentano un meccanismo di difesa dai propri conflitti emotivi del qui e ora, lasciano il posto alle sensazioni del presente.

La meditazione: vivere il momento presente

La sospensione del giudizio non consiste nell’evitare di vedere un’esperienza positiva o negativa. È il vivere l’esperienza osservandola nel modo in cui è, senza tentare di cambiarla. È proprio questo che permette un reale cambiamento, nel rispetto del tempo che occorre. Generalmente, ciò che fa stare male le persone sono proprio i tentativi di forzare il cambiamento degli stati d’animo e delle emozioni proprie ed altrui.

L’invito della meditazione è invece quello di osservare nel momento presente le proprie sensazioni e i propri pensieri per fare affiorare spontaneamente un’emozione, una scelta, un movimento.

Un concetto molto importante, proposto da Antonio Lo Iacono, che può riassumere la situazione emotiva data dalla meditazione è quello del “buco dinamico” o di “intervallo”. L’allenamento emotivo dato dalla psicoterapia e dalla meditazione permette alla persona di accettare i propri limiti e di affrontare la paura di contattare il proprio vuoto interiore. È lì che dormono le nostre energie creative, le nostre possibilità di cambiamento.

Bioenergetica: meditazione come via alla salute vibrante

Una pratica simile alla meditazione è quella della bioenergetica. Alexander Lowen, allievo di Reich, mise a punto una serie di esercizi basati sul respiro, sulla voce, sulla postura e sul movimento del corpo. Associata ad un’analisi psicologica, la bioenergetica promuove il contatto con se stessi per una maggiore consapevolezza, padronanza ed espressività del corpo. Lowen approfondì il modo in cui gli individui strutturano il sistema di difese psichiche nel corpo durante lo sviluppo in alcuni caratteri fondamentali (schizoide, orale, masochista, psicopatico, rigido).

La bioenergetica tende a ristabilire una respirazione calma e profonda. Attraverso il grounding, si ritrova il contatto con se stessi e con la realtà. Si riconoscono i nostri limiti e con loro il coraggio di rimanere letteralmente in piedi sulle proprie gambe in maniera flessibile e consapevole.

Diversamente dal modo in cui le persone fanno di solito attività fisica, la bioenergetica invita ad uscire dagli automatismi, dalla coercizione e dalla competizione. Questo allo scopo di ritrovare un contatto intimo e più vitale con il proprio corpo e con le proprie emozioni. In un certo senso, la bioenergetica può essere considerata una forma di meditazione, come in effetti dimostrato dal fatto che lo stesso Lowen era interessato alle culture orientali.

Puoi trovare altre informazioni sulla bioenergetica sul sito di Nicoletta Cinotti.